Il marketing NON è morto. Anzi è più vivo che mai!

Il marketing NON è morto. Anzi è più vivo che mai!

Sembrava stesse morendo il mestiere che faccio da quasi vent’anni e invece ha solo cambiato volto, il marketing è vivo più che mai.
Ucciso dai costi che hanno spazzato speranze, idee e strategie; narcotizzato dalla crisi e preso in contropiede dal web… Seppellito e risuscitato come in tutti i cicli economici, il marketing per chi come me è del mestiere era solo in letargo.
Per chi sa che il valore dell’impresa non lo puoi imbellire più di tanto con azioni di cosmesi spot, ma legare saldamente all’effettiva realtà di business, la fiducia c’era.

In effetti in questi due anni di cambiamenti strutturali mi pareva quasi di essere un poeta, un sensitivo, uno sfigato, un attivista, un terapeuta? Altro che razionalità scientifica…oggi per fare marketing ci vuole una creatività bestiale e una mentalità umanistica!

È che i nodi sono venuti al pettine. Soprattutto per chi ha dimenticato cosa significa la parola marketing cioè essere capaci di generare, comunicare e sapere come trasferire valore al cliente.
Dimenticarsi delle relazioni di qualità coi clienti è un argomento base per le aziende che hanno perduto valore patrimoniale.
Non parliamo dell’avvento della tecnologia e del cambio totale dei canali di distribuzione. Ieri chiari e definiti: all’università mi hanno insegnato a pianificare stampa, affissioni, radio, tv e iniziative legate al punto vendita, oggi le possibilità sono illimitate blog, social, e ecommerce che ti permettono di raggiungere o non raggiungere ogni angolo del pianeta.
Gli uomini di marketing hanno mancato in tante cose primo fra tutti far dialogare poco finanza e comunicazione, capendone o troppo poco di numeri o troppo poco di creatività.
Diceva un mio maestro “non guardate da terra, dove si perde lo sguardo d’insieme e nemmeno dall’aereo dove si perdono i dettagli, guardate dall’elicottero per anticipare le tendenze e le interrelazioni tra nuovi mercati e nuovi clienti“.
Ricordiamoci di coinvolgerli i nostri clienti, spiritualmente, emotivamente e di dargli le informazioni di base perché

se vuoi che un amico venga a cena e non glielo dici non viene!

È questo è un altro punto clou, prima si studiavano strategie per misurare i risultati oggi si costruiscono dialoghi con ciascun consumatore che dà feedback in tempi reali! E reazione in tempo reale significa strategia di mercato in tempo reale…prendi Pinterest sembra che il brand lo facciano i consumatori e in effetti i consumatori partecipano più di prima alla vita delle aziende e le acquistano di conseguenza.
L’idea è che il pubblico si senta affine al marchio che acquista e di cui è testimonial più o meno volontario. La community deve capirti e deve capire la tua strategia.
Quanto conta allora cogliere le aspettative e quanto conta il dialogo? Vecchie storie che incontrano nuove storie.

Insomma sguinzagliamolo questo marketing, sguinzagliamo tecnica, creatività, e talento che possono battere ogni crisi.

1 Comment

  • francesco
    22 May 2015 2:40 PM

    condivido a pieno il discorso che fai… ritengo che la base di ogni cosa sia la relazione, svuotarla di significato e farla divenire un mero approccio economico significa perdere il valore aggiunto rischiando, così come accade oggi a scoprire una crisi non solo economica ma relazionale!!!!
    il cliente, l’utente, il paziente dobbiamo sempre ricordarci che sono PERSONE.

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